Category Archives: Antispecismo
Paradossi logicamente animali
di Ettore Brocca, Leonardo Caffo
Il paradosso è diventato ormai ortodossia; gli uomini sguazzano placidamente nel paradosso come nel luogo comune. Non è il fatto che l’uomo pratico stia a testa in giù, il che alle volte può essere una stimolante per quanto sconcertante ginnastica; è che a testa in giù ci sta a meraviglia: ci dorme, perfino[1]
Gilbert Keith Chesterton
Introduzione
Il Paradosso è una parola composta da due termini semplici: para che deriva dal greco antico – ‘παρα’ (para) – e vuol dire ‘contro’ e dosso -‘δόξα’ (doxa) – che vuol dire ‘opinione’. Il paradosso si costituisce come un ragionamento apparentemente convincente che conduce a conseguenze che contraddicono gli assunti stessi del ragionamento in questione; per questa ragione un paradosso è una conseguenza indesiderata di un ragionamento apparentemente efficace ma che – in realtà – si costituisce come contraddittorio.
Ma cosa c’entrano il paradosso e la contraddizione con gli animali e la questione animale?
Una riflessione sulla violenza tra psicologia e animalismo
Il comportarsi in modo fisicamente crudele con gli animali è considerato nel DSM IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali in uso nel mondo occidentale, uno dei criteri che permettono di diagnosticare la presenza di un Disturbo della Condotta in età infantile o adolescenziale; l’avere usato crudeltà fisica agli animali, ancora nel DSM-IV, è considerato un antecedente diffuso nel Disturbo Antisociale di Personalità. Di fatto è già da alcuni decenni che gli studi psicologici hanno fatto emergere significative connessioni tra la violenza contro gli animali, agita dai bambini, e lo sviluppo contestuale o futuro di disturbi di personalità.
Linguaggio e specismo – Tra Sapir Whorf e la questione animale
L’interdipendenza fra pensiero e linguaggio rende chiaro che le lingue non sono tanto un mezzo per esprimere una verità che è stata già stabilita, quanto un mezzo per scoprire una verità che era in precedenza sconosciuta. La loro diversità non è una diversità di suono e di segni, ma di modi di guardare il mondo.
Karl Kerenyi(1)
Se il capitalismo è un grattacielo, gli Animali vivono negli scantinati
Il filosofo Max Horkheimer descrive la società capitalista come un grattacielo dove ai piani alti vivono i ricchi e i potenti, in quelli intermedi la “gente comune” e, in quelli più bassi il sottoproletariato. A differenza, però, di molti anticapitalisti attuali, Horkheimer non si dimentica che il grattacielo ha anche una cantina, dove sono reclusi gli animali non umani, che, con la loro inaudita sofferenza, lo sostengono, ne costituiscono le “fondamenta organiche” di sudore e sangue.
Di “amanti degli animali”, ce ne sono dappertutto
Sono stanca di sentirmi dire dalle persone che apprendono che sono vegana ed anti-vivisezionista : “Oh! Certamente sei un‘amante degli animali!“.
Se avessi protestato a proposito dei pakistani che sono picchiati dal Fronte Nazionale, non penso che queste stesse persone mi avrebbero detto con lo stesso tono di compiacenza “Oh! Di certo hai sempre amato i Pakistani!”.
Cos’è l’antispecismo?
1. Che cos’è l’antispecismo?
L’antispecismo è la teoria e la prassi di lotta allo specismo, quindi per comprendere cos’è l’antispecismo occorre prima avere una nozione di quest’ultimo. Dello specismo si possono dare una lettura “ristretta” e una “allargata”. La prima deriva direttamente dall’opera di Singer e può essere sintetizzata nell’espressione: “pregiudizio morale basato sull’appartenenza di specie”. Lo “specismo”, in questa prima accezione, si manifesta come attributo di proposizioni morali e conseguentemente delle azioni che a queste si ispirano o che da esse sono giustificate. In poche parole, Singer mostra molto bene come, quando ci chiediamo quale giustificazione morale abbiamo per trattare in modo diverso umani e non umani, ogni argomento morale si riduce (o può essere ricondotto) alla mera apparteneneza di specie.[1]




