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C’è pace e… Pace

Io ritengo che non è possibile parlare di amore, di pace e di giustizia mentre ci si rende responsabili, con il proprio silenzio e le proprie scelte personali, dell’uccisione di innumerevoli creature innocenti, sensibili come l’uomo al dolore, alla disperazione, al terrore della morte.

Io ritengo che non possa essere condannata la violenza sugli uomini ed assolverla invece sugli animali non-umani; che non possa non essere condannato l’olocausto di 50 miliardi di animali non-umani ogni anno.

Io ritengo non possa essere invocato il rispetto verso i deboli, gli indifesi mentre la nostra condotta si esprime in modo drammaticamente lesivo e devastante nei loro confronti.

La giustizia e la pietà non ammettono – e non devono ammettere – limiti, e non si può parlare di pace con la bocca piena delle vittime della violenza. Gli animali sono strappati alle loro famiglie, imprigionati, privati di qualsiasi cosa rendesse la loro vita degna di essere vissuta, ed infine, incolonnati verso la morte, guardando i loro fratelli morire, aspetteranno il proprio turno.

Che lo si voglia ammettere oppure no, tutti gli Animali condividono l’un l’altro la capacità di provare dolore, paura, solitudine, disperazione.

Mi sembra pertanto evidente che è inutile parlare di pace, giustizia e non violenza mentre si ignora l’olocausto quotidiano degli animali non-umani, alimentando spietatamente quest’oceano di sangue.

Invocare la propria libertà ignorando quella di tutti gli altri, non è libertà. E’ oppressione.

Gaspare Messina
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