28
nov

La perversione dell’uccisione “umanitaria”

In tutti i macelli gli animali sono parte di un processo industriale che cerca di convertirli quanto prima in pezzi di carne. Non servono riforme, serve la cessazione dello sfruttamento. Non serve una riforma sul funzionamento dei macelli o degli altri centri di sfruttamento degli animali. Non esiste un modo “giusto” o accettabile di uccidere e sfruttare gli animali. In certe occasioni si parla della possibilità di uccidere animali senza che questi soffrano. Questo è assurdo e non ha senso. Gli animali non-umani che utilizziamo per il nostro beneficio soffrono sin dal momento in cui nascono. Ma non è solo colpa dei macellai o degli allevatori: questo è il risultato delle scelte alimentari individuali che adottiamo ed è per questo che le nostre decisioni sono indispensabili affinché le cose cambino.

Riformare l’ingiustizia è prolungare l’ingiustizia. [ da “Investigazione nei macelli europei” di Igualdad Animal ]

“Migliorare” le condizioni di allevamento degli animali è un concetto senza senso, che non aiuta gli animali e non ne salva nemmeno uno. L’unico modo per salvare gli animali e non mangiare ne’ loro ne’ i loro prodotti (latte, formaggi e uova), qualsiasi altra iniziativa è solo una presa in giro, serve a placare le coscienze continuando a far soffrire e morire animali. Le compagnie sono interessate prima di tutto al profitto, gli animali vengono per ultimi. La dissonanza cognitiva che serve per uccidere animali a migliaia e allo stesso tempo affermare di essere interessati al loro benessere e’ evidente ogni volta che queste compagnie implementano una qualche nuova “iniziativa per il benessere animale”. L’eliminazione delle gabbie di gestazione per le scrofe, o dell’allevamento in batteria per le galline ovaiole, sono solo lanci pubblicitari senza vero significato, anche quando queste iniziative vengono realizzate realmente. Mosse come questa non sono pensate per cambiare la vita agli animali, ma solo per placare i consumatori che si sentono colpevoli per il modo in cui gli animali che mangiano sono trattati. Ma la vita degli animali che mangiamo non sarà mai migliore, fino a che essi non diventeranno “animali che NON mangiamo“. Fino a quando gli animali saranno considerati come proprietà degli umani, e come tali potranno essere allevati e uccisi in qualsiasi momento e con qualsiasi metodo sia conveniente e più economico per noi, gli animali continueranno a vivere vite brevi, piene di torture e di sofferenza estrema e costante. Se volete migliorare le vite degli animali sul nostro pianeta, diventate vegan. Togliete il vostro sostegno a compagnie che traggono profitto dallo sfruttamento degli animali. Rifiutatevi di mettervi a posto la coscienza coi loro mediocri tentativi di far sembrare la loro industria più umana. Rifiutate l’inumana crudeltà, la tortura e l’assassinio che sono intrinseci nell’industria dell’allevamento e in ogni altra industria che sfrutta gli animali.

Il concetto di “macellazione umanitaria” – qualunque cosa significhi – è una perversione. Dimostra quanto gli umani siano confusi riguardo a ciò che va considerato umanitario. “Macellazione umanitaria” è un ossimoro, come “intelligence” militare. Credo invece con fermezza che uccidere un essere innocente, umano o non umano, che non vuole morire, non sia mai umanitario. Potresti mai considerare umanitario l’assassinio di tuo fratello o di tua sorella? Cosa diresti se l’assassino si scusasse dicendoti che ha ucciso tua sorella con amore, con un’overdose di barbiturici, o con l’elettrocuzione? Sorrideresti, e considereresti umanitario il suo assassinio? Resta evidente che il vero scopo, nel definire “umanitaria” la macellazione, sia rendere la faccenda più facile per gli uccisori e per i consumatori. [ Laverabestia.org ]

    Vedi anche:
    Sarcofagia.it is licensed under a Creative Commons License — Creazione e sviluppo by Gaspare MessinaLaverabestia.org Network